ricetta siciliana dello sfincione bagherese, si differenzia da quello palermitano per l'assenza di pomodoro e una maggiore altezza

Sfincione bagherese

C’è stato un periodo, molti anni fa, in cui la città di Bagheria, grosso centro alle porte di Palermo, nel periodo che andava dall’8 dicembre fino all’Epifania, era un tripudio di profumi provenienti dai numerosissimi forni che sfornavano senza sosta lo Sfincione bagherese. Non c’era famiglia in cui le massaie portassero a cucinare il proprio sfincione stando ben attente che non venisse confuso con quello di un altro. Questa tradizione popolare, col passare degli anni, si è andata perdendo ma, in compenso, ciò che prima era limitato ad un periodo ben definito, è oggigiorno esteso lungo tutto l’anno. I numerosi panificatori che ancora oggi operano a Bagheria quotidianamente non fanno mancare ai propri clienti la possibilità di gustare questa sublime golosità. La stessa sorte che è toccata alla Favazza termitana quando, ricordi di bambina, la notte dell’Immacolata le vie della mia città erano invase da interminabili file di teglie che si dirigevano verso i forni cittadini.

Tornano alla ricetta possiamo definire lo sfincione bagherese come una schiacciata di pasta di pane, alta ma molto morbida, che viene condita da vari strati di condimenti o “conse”.  Le conse che caratterizzano lo sfincione bagherese sono tre: un primo strato formato da una salsa d’olio d’oliva extravergine in cui sono state sciolte delle acciughe salate (anche se la ricetta originariamente prevedeva le sarde salate) che viene spennellata sulla superficie dell’impasto; un secondo strato composto da fettine di formaggio fresco come la tuma, spesse circa 1/2 centimetro e infine l’ultimo composto da mollica di pane fresco sbriciolata, privata dalla crosta la quale, dopo essere stata leggermente tostata in olio EVO, viene aromatizzata con caciocavallo grattugiato, cipolla, acciughe salate, sale, pepe e origano.

La ricetta originaria prevedeva appunto che la superficie fosse intinta da uno strato sottilissimo di “sarde salate” sciolte in olio d’oliva tiepido, si proseguiva con fettine di tuma o primosale e per finire con un ultimo strato esterno a base di mollica di pane morbida impastata con olio e cipolla “scalogno tagliata a pezzetti molto piccoli. Ovviamente col tempo dalle fervide menti dei cittadini bagheresi sono nate alcune varianti, come quella oggetto di questa ricetta, che prevede anche l’aggiunta di fettine di ricotta fresca di pecora.

E quello palermitano?

Quali sono le peculiarità di quello bagherese rispetto allo Sfincione palermitano? Il primo, pur essendo più alto, si presenta con un impasto più morbido e soffice e soprattutto è bianco poiché non è previsto l’uso del pomodoro. Tutto questo gli conferisce un gusto più delicato e meno “maschio”.

Da un paio d’anni in qua, inoltre, alcune associazioni locali stanno cercando di ottenere il riconoscimento della Dop, lavorando alla codifica di un disciplinare di produzione che ne certifichi ufficialmente ingredienti e procedimento. Una iniziativa che dovrebbe essere presa da esempio da altre realtà quale volano di sviluppo turistico e buone pratiche di marketing territoriale.

Lo sfincione bagherese è una ricetta che richiede molto impegno e non può di certo essere ascritta tra la categoria delle ricette veloci. Ma se non vi lasciate scoraggiare facilmente, vi piacciono le sfide e siete alla ricerca di sapori nuovi e, soprattutto, se volete gustare un capolavoro della gastronomia siciliana, allora vi consiglio di rimboccarvi le maniche e tirare fuori gli ingredienti. E non lesinate con le quantità perché l’indomani, anche mangiato freddo, è ancora più buono.

sfincione bagherese

ricetta tipica di bagheria morbida pasta di pane condita con cipolle tuma e mollica abbrustolita

Valutazione ricetta

  • (0 /5)
  • 0 ratings

Condividi

Ricette Correlate