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Frutta martorana

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Ingredienti

Numero Porzioni:
Per la pasta di mandorle:
1 kg di farina di mandorle
800 gr di zucchero a velo
1 fialetta di aroma di mandorla amara
1 fiala di vaniglia
1 cucchiaio di miele
1 bicchierino di vermouth
200 ml di acqua
farina 00
Materiali occorrenti
formine di gesso
coloranti alimentari
pennelli

Informazioni nutrizionali

11.6g
Proteine
24.2g
Grassi
48.7g
Carboidrati
44.8g
Zuccheri
1.9g
Fibra
454
Kcal

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Frutta martorana

Allergeni:
  • Anidride solforosa e solfiti
  • Cereali contenenti glutine
  • Frutta a guscio

La Frutta martorana rappresenta il trionfo dell'arte pasticcera siciliana; sono dolcetti di pasta di mandorle detta anche "Pasta reale" che raffigurano quasi realisticamente frutti e cibi vari.

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Ingredienti

  • Per la pasta di mandorle:

  • Materiali occorrenti

Introduzione

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All’avvicinarsi della festa del 2 Novembre le vetrine di tutte le pasticcerie della Sicilia sono un trionfo di Frutta martorana, esposta con maestria e arte sopraffina. Il dolce, realizzato con la preziosa pasta di mandorle detta anche “pasta reale” perché data in dono a Ferdinando, Re delle Due Sicilie, imita perfettamente, in scala ridotta,  frutti, ortaggi e altre prelibatezze della cucina siciliana. Delle vere e proprie opere d’arte, capolavori che nascono dalla fantasia e dall’abilità dei maestri pasticceri.

frutta martorana ricetta

Origine della frutta martorana

E’ interessante conoscere la genesi del nome di questi tipici dolci siciliani. Tutte le fonti sono concordi nel ritenere che venisse preparata dalle monache del convento della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio conosciuta come San Nicolò dei Greci che si affaccia sulla Piazza Bellini. Sembra che all’interno del convento fosse presente un giardino talmente bello e ricco di alberi da frutto da inorgoglire le suore che lo curavano.

Il loro vanto incuriosì il vescovo di quel tempo, Papa Clemente V, che  volle andare  personalmente a constatare. Quando la visita avvenne però era autunno inoltrato e gli alberi erano naturalmente spogli di quei frutti così splendidi. Per non deludere le aspettative del Santissimo visitatore le monache decisero di riprodurre i frutti con la pasta di mandorle, adornarne gli alberi e abbellire così il giardino.

come fare la frutta martorana

Fu nel 1193 che Goffredo ed Aloisia de Marturano fecero costruire un convento benedettino accanto alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio e da allora, in suo onore, tutto il complesso prese il nome di “Chiesa della Martorana“. Ecco perché i dolci preparati dalla suore sono conosciuti con il nome di “frutta martorana“.

La fantasia dei maestri pasticceri siciliani ha ampliato la gamma delle forme riprodotte. Non più solo frutta ma anche dolci con la forma di ortaggi, pane con la meusa, pesci, uova fritte etc.

La frutta martorana è una vera  e propria gemma dal gusto raffinato e delicato. Prepararla non è eccessivamente difficile, basta armarsi di tanta pazienza e lasciare libero sfogo al proprio estro artistico.

Note: ricetta pubblicata a ottobre 2017 e aggiornata a ottobre 2019

Fasi

1
Fatto

Versate la farina e lo zucchero a velo su una spianatoia. Con un movimento circolare delle mani lavorateli fino a quando i due elementi si saranno amalgamati.

2
Fatto

Aggiungete la fiala di mandorla e di vaniglia, il cucchiaio di miele, il vermouth e continuate a lavorare.

3
Fatto

A questo punto aggiungete l'acqua poco alla volta e cercate di compattare stringendo il composto tra le mani favorendo la fuoriuscita dell'olio delle mandorle che lo renderà più morbido.

4
Fatto

Quando il panetto sarà compatto e omogeneo copritelo con un canovaccio e fate riposare per circa 1 ora.

5
Fatto

Tagliate tocchetti di pasta grandi a seconda del frutto che volete realizzare e, prima di inserirlo nella formina di gesso, spolverizzatela con della farina 00 che agevolerà l'estrazione del dolce.

6
Fatto

Mettete i colori alimentari in piccole ciotoline aggiungendo pochissima acqua e colorate la frutta secondo il vostro gusto.

7
Fatto

Aspettate che i colori si asciughino completamente e prima di confezionare i cestini.

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