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Biscotti di San Martino: Storia e Ricetta

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Ingredienti

Numero Porzioni:
1 kg di farina 00
50 gr di lievito di birra
300 gr di zucchero semolato
200 gr di strutto
30 gr di anice
sale
1 pizzico di cannella
burro per la teglia

Informazioni nutrizionali

7.7g
Proteine
13.8g
Grassi
69.1g
Carboidrati
21.1g
Zuccheri
2.4g
Fibra
419
Kcal

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Biscotti di San Martino: Storia e Ricetta

Allergeni:
  • Cereali contenenti glutine
  • Latte e derivati

I famosi biscotti secchi di San Martino, profumati con semi di anice, ottimi assieme ad un bicchiere di vino Moscato

  • 30 min.
  • 40/45 min.
  • 70/75 min.
  • Porzioni 25
  • Media

Ingredienti

Introduzione

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Scrivere dei biscotti di San Martino mi riporta fino all’infanzia quando a scuola, il maestro Chiaramonte, ci raccontava della leggenda di San Martino. Mi ricordo anche che all’inizio di quella che si chiama “via verdura”, strada dedicata un tempo a commerci di vario tipo soprattutto alimentare, a volte si intratteneva il “cantastorie”. Ai miei occhi di bambina il cantastorie era una figura affascinante. Con voce tonante, grandi gesti delle mani e impugnando una lunga bacchetta che agitava a mo’ di durlindana, indicava i riquadri di una grande tela su cui, con colori sgargianti, erano disegnate le storie dei Paladini di Francia. A volte la sua narrazione lasciava il passo ad altre rappresentazioni e, tra queste, vi era quella di San Martino.

ricetta biscotti di san martino

La leggenda di San Marino

Siamo intorno al 300 d.C. e la leggenda narra che Martino, ragazzo mite e di indole pacifica ma figlio di un ufficiale dell’esercito romano, obbedendo ad un ordinanza del tempo, si arruolasse nella cavalleria. Un giorno, in groppa al suo cavallo bianco, incrociò un povero mendicante seminudo e intirizzito dal freddo. Alla vista di quel poveretto Martino, mosso da generosità e pietà, tagliasse il suo mantello in due donandolo al mendicante. Miracolosamente la pioggia cessò immediatamente di cadere, il freddo attenuò la sua morsa e il sole tornò a splendere, caldo e ristoratore: ecco l’estate di San Martino. La leggenda continua narrando di come quella stessa notte a Martino apparisse in sogno Gesù il quale, restituendogli la metà di mantello che aveva condiviso, disse: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il sogno scosse così profondamente Martino che il giorno dopo si fece battezzare divenendo cristiano. A questo punto decise di abbandonare l’esercito e diventare monaco nei pressi della città di Tours.

Proverbi siciliani

Forse i più giovani non lo conoscono ma un vecchio proverbio siciliano recita così: a San Martinu ogni mustu è vinu…  a significare che l’11 novembre, giorno dedicato alla celebrazione di San Martino, il mosto ha finito la sua fermentazione e le botti di vino possono essere aperte per spillarne il pregiato nettare. Tornando all’oggi l’apertura delle botti per assaporare il vino novello si accompagnava alla tradizione di intingere il biscotto in un vino dolce e liquoroso come il moscato “u viscottu ri San Martinu abbagnatu ‘nto muscatu“. Soprattutto nel palermitano resiste l’antica tradizione di preparare questi biscotti a forma di piccola arancia, aromatizzati con semi di anice e che vengono cotti due o tre volte a temperature diverse. Questo, dopo essere stati lasciati in forno a raffreddare completamente, gli conferisce la caratteristica croccantezza e friabilità. Col tempo la naturale estrosità dei pasticceri siciliani ha dato vita a numerosi varianti come i sammartinelli con ricotta, più morbidi e ripieni di crema di ricotta o a elaborazioni ancora più spinte e baroccheggianti.

Fasi

1
Fatto

Sciacquate il pesce in acqua corrente e praticate un taglio lungo il ventre. Eviscerate le orate, squamatele utilizzando la parte non tagliente del coltello e risciacquate nuovamente. Tamponate con carta assorbente.

2
Fatto

Setacciate la farina in una ciotola e versatevi il lievito sciolto.

3
Fatto

Iniziate a lavorare con un cucchiaio amalgamando lo zucchero, lo strutto, i semi d’anice, la cannella e l'acqua sufficiente per ottenere un impasto morbido ed elastico dalla consistenza tipo pasta di pane. Continuate a impastare fin quando si formeranno le bolle di lievitazione

4
Fatto

A questo punto rivoltate l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e ricavate dei bastoncini spessi poco meno di un dito e di circa 14/15 centimetri di lunghezza. Avvolgeteli attorno alla punta dell'indice a spirale ascendente così da ottenere delle ciambelline di circa 3/4 cm di diametro.

5
Fatto

Imburrate una teglia con un po' di burro e mettetele a lievitare in luogo tiepido per almeno due ore.

6
Fatto

Quando sarà trascorso questo tempo e i biscotti saranno ben lievitati infornate in forno preriscaldato a 200° per dieci minuti, quindi sfornateli per due minuti. Abbassate la temperatura del forno a 160° e cuoceteli ancora per altri 20–25 minuti. Sfornate nuovamente per altri due minuti e portate la temperatura fino a 120°, quindi cuocete per altri 10 minuti avendo cura che non scuriscano troppo. ATTENZIONE: ogni forno fa storia a se, questi sono i tempi ideali per il mio forno per cui se vedete che il biscotto dovesse scurirsi troppo velocemente, riduceteli.

7
Fatto

A fine cottura spegnete il forno e fate riposare i biscotti nel forno spento per tutto il giorno in modo che possano assumere quella loro particolare croccantezza e friabilità, caratteristica saliente di questi tipici dolci siciliani.

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