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Olivette di Sant’Agata

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Ingredienti

Numero Porzioni:
Dosi per circa 70 olivette:
300 gr di farina di mandorle
300 gr di zucchero semolato
100 gr di acqua
30 gr di rum
un pizzico di colorante alimentare verde
per decorare:
qb zucchero semolato

Informazioni nutrizionali

8.2g
Proteine
20.6g
Grassi
49.6g
Carboidrati
49.4g
Zuccheri
4.7g
Fibra
415
Kcal

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Olivette di Sant’Agata

Allergeni:
  • Anidride solforosa e solfiti
  • Frutta a guscio

Tipico dolce catanese a base di pasta di mandorle legato al culto di Sant'Agata e alla cui santificazione è attribuita una popolare leggenda religiosa

  • 45 min.
  • 15 min.
  • 60 min.
  • Porzioni 70
  • Facile

Ingredienti

  • Dosi per circa 70 olivette:

  • per decorare:

Introduzione

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Le olivette di Sant’Agata, conosciute in dialetto come aliveddi ri Sant’Àjita, sono dolci siciliani tipici della città di Catania. Insieme alle Minne di vergine (o cassatelle di Sant’Agata) vengono preparate in occasione delle solenni festività dedicate a Sant’Agata, patrona della città etnea, il 5 febbraio di ogni anno.

Come è facile intuire si tratta di dolci aventi forma di oliva e composti con la famosa pasta di mandorle siciliana cui viene miscelato un pizzico di colorante verde,  un goccio di rum e infine rotolate nello zucchero semolato.

La leggenda delle olivette di Sant’Agata

Come buona parte delle specialità siciliane anche a questa prelibatezza è legata una popolare leggenda che fonde tradizioni, cultura e religiosità.

Si narra infatti di un episodio miracoloso che vede protagonista la giovane Agata. Nata a Catania nei primi decenni del III secolo (si crede nell’anno 235), appena adolescente Agata manifesta il suo fermo desiderio di consacrare la propria esistenza a Dio facendo voto di castità.

A quel tempo Catania, che faceva parte dell’immenso impero romano, era governata dal proconsole Quinziano il quale, eseguendo l’editto emesso dall’imperatore Settimio Severo, perseguitava i cristiani costringendoli ad abiurare la propria fede per convertirsi al paganesimo. Il rifiuto aveva come conseguenza persecuzioni, torture e infine la morte.

Il proconsole Quinziano, venuto a conoscenza della bellezza di Agata, ordinò di condurla a palazzo pretorio e, non appena apparve alla sua vista, rimase affascinato dalla purezza della giovane ragazza. Ma vani furono i tentativi di seduzione di Quinziano il quale, sconfitto nel suo amor proprio e mosso da terribile crudeltà, la fece imprigionare e torturare.

E fu durante un tentativo di fuga che la leggenda narra di un fatto miracoloso che vide protagonista Agata. Inseguita dalle guardie del proconsole romano Agata, inginocchiatasi per stringere i calzari, tocca la terra con la mano e, immediatamente, vede germogliare un alberello di olivo. In pochissimo tempo l’albero diventa così rigoglioso e frondoso che non solo la nasconde dalla vista degli inseguitori ma appare talmente carico di frutti maturi grazie ai quali la giovane poté sfamarsi.

Questo è quanto narra la leggenda popolare che terminerà tragicamente con l’uccisione di Agata, arsa viva, da parte di Quinziano. E come vedete, oggi come allora, la violenza sulle donne rimane un tema ancora terribilmente attuale.

La ricetta

La ricetta delle olivette di Sant’Agata è veramente facile facile e alla portata di tutti. I pochissimi ingredienti necessari richiedono solo un po’ d’accortezza durante la fase della cottura delle mandorle. Poiché tendono ad attaccarsi sul fondo è necessario mescolare continuamente per i 15 minuti circa, a fiamma bassissima, con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone.

Anche la manualità che conferisce ai dolcetti la forma di olive si acquisisce fin dai primi tentativi. Insomma, non avete nessuna scusa per non cimentarvi con questa ricetta profumata e invitante. Tra l’altro esiste anche una variante che potrebbe stuzzicare ulteriormente la vostra golosità che vede le olivette ricoperte quasi interamente di cioccolato bianco o fondente.

E ora vi lascio leggere la ricetta ricordandovi di guardare un’altra bontà catanese come le crespelle di riso. Ciao.

Fasi

1
Fatto

Versate l'acqua in un tegame assieme allo zucchero e fatelo sciogliere a fiamma dolce. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a quando si sarà formato uno sciroppo e lo zucchero sarà sciolto completamente e diventato trasparente. Evitate di farlo scurire e caramellare.

2
Fatto

Aggiungete la farina di mandorle e mescolate con un cucchiaio fino a far assorbire lo sciroppo. Sempre a fiamma bassa cuocete per 15 minuti mescolando di continuo perché l'impasto tende ad attaccarsi al fondo rischiando di bruciarsi.

3
Fatto

Nel frattempo sciogliete un pizzico di colorante verde nel rum e versatelo nell'impasto. Continuate a mescolare fino a quando si sarà distribuito uniformemente in tutto il composto. A questo punto trasferite l'impasto su un piano e lasciatelo raffreddare.

4
Fatto

Trascorso il tempo lavoratelo con le mani per ammorbidirlo e ricavatene uno o due salsicciotti. Tagliatene tanti pezzetti (di dimensioni uguali) e lavorateli con le mani in maniera da ottenere la dimensione e la forma di un'oliva: più tonda da un lato e leggermente oblunga dall'altro.

5
Fatto

Fate un bucchetto con uno stuzzicadenti per simulare l'attaccatura del picciolo e rotolateli in una ciotolina con lo zucchero semolato. Disponeteli in un vassoio a riposare, preferibilmente tutta la notte, a temperatura ambiente.

6
Fatto

Il riposo avrà creato una leggerissima crosticina esterna ma lasciato morbido l'interno e le vostre olivette di Sant'Agata sono ora pronte per essere gustate

Recensioni della ricetta

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