baccalà a sfincione cotto al forno

Baccalà a sfincione-Una gustosa ricetta siciliana

Il Baccalà a sfincione è una ricetta tipica della Sicilia occidentale e del territorio palermitano in particolare. Come è facile intuire la ricetta deve il suo nome alla presenza di ingredienti tipici dello sfincione come cipolle, pomodoro, olive, pangrattato e acciughe salate. La sua bontà, il sapore intenso e la mia passione per questo pesce dei mari del nord mi “obbligano” a prepararlo più volte l’anno. Ma è soprattutto nel periodo natalizio, che com’è noto da noi inizia la vigilia dell’8 dicembre per la “nottata della Madonna”, che questo piatto diventa un appuntamento irrinunciabile, assieme allo sfincione palermitano e ai cardi in pastella.

Prima di passare alla ricetta del Baccalà a sfincione è bene aver chiare le idee su un errore che si commette spesso: la differenza che passa tra baccalà e stoccafisso. Assodato che entrambi derivano dalla stessa materia prima che è il merluzzo si differenziano fondamentalmente per il diverso metodo di conservazione: infatti mentre il baccalà si conserva sotto sale, lo stoccafisso viene essiccato. Non appena il merluzzo è stato pescato viene immediatamente eviscerato e quindi eliminate testa e lisca. Qui terminano i tratti in comune perché da ora in poi i due prodotti seguiranno una lavorazione specifica. Il baccalà infatti è sottoposto ad un processo di salatura per un periodo di almeno 3 settimane, lo stoccafisso al contrario viene esposto all’aria e al sole su apposite rastrelliere per un periodo di 3 mesi e lasciato essiccare.

Come dissalare il baccalà

Operazione decisiva per la buona riuscita della ricetta e per non correre il rischio di avere delle carni eccessivamente sapide è quella di procedere ad una corretta dissalatura del baccalà. Vediamo brevemente le varie fasi per ottenere una dissalatura corretta: 1) Spazzolate accuratamente il sale presente sulla superficie del pesce per rimuoverne quello in eccesso 2) Sciacquatelo abbondantemente in acqua corrente per un paio di minuti 3) Ponetelo in un contenitore e riempitelo d’acqua; questa va cambiata ogni 8 ore per almeno 24 o 36 ore. Questo tempo è relativo perché dipende dalla grandezza del pesce e dal gusto personale. In ogni caso non azzarderei mai un ammollo inferiore alle 24 ore 4) Dopo un ultimo risciacquo la carne del pesce è sufficientemente morbida e potete procedere con il taglio dei tranci e la rimozione della pelle.

Ovviamente se il tempo che avete a disposizione è poco potete saltare queste operazioni facendovi dare dal vostro pescivendolo il baccalà già dissalato. E ora passiamo subito a leggere la ricetta del Baccalà a sfincione.

baccalà a sfincione

Valutazione ricetta

  • (5 /5)
  • 1 rating

Condividi

Ricette Correlate